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Ufficio Filatelico e Numistatico
storia di chi da valore alle piccole cose
...continua La filatelia
nella Repubblica
di San Marino

Sulla scia delle migliorie portate dai francesi, nel 1826 San Marino ritenne opportuno dotarsi di un servizio meno aleatorio del semplice Postiglione , così il Consiglio Principe e Sovrano il 7 dicembre decise di “…stabilire un ufficio postale il che in affare così delicato sembra essere un metodo più regolare e sicuro di quello sinora praticato..”. All’inizio ci si limitò ad elevare il Postiglione ad Ufficiale postale , concedendogli un angolo del Palazzo Pubblico, poi, nel 1833 , per evitare disguidi, venne istituito un vero Ufficio, a fianco del Palazzo Pubblico, con tanto di Direttore, cui spettava il compito di raccogliere e smistare la corrispondenza. Egli ebbe in dotazione anche il primo bollo sammarinese: un “Affrancata”, usato per segnalare al Direttore della Posta di Rimini che il mittente aveva già versato la somma necessaria ad affrancare la lettera… Le chiavi della “bolgetta” erano tenute esclusivamente dai Direttori dell’ufficio di San Marino e dell’ufficio di Rimini.
L’apertura dell’ufficio fu l’inizio delle novità postali per San Marino. Quando nel novembre 1834 morì il Postiglione , invece di eleggerne uno nuovo lo si sostituì con il figlio anche per “provvederlo di un qualche mezzo per sovvenire allo stato miserabile della sua numerosa famiglia” ed, in seguito alle suppliche della madre, gli fu assegnato un cavallo.
Nel 1840 partì in Gran Bretagna la riforma di Rowland Hill , con la tariffa postale uniforme e l’adozione delle carte valori postali , i famosi “penny black”. San Marino già aveva adottato la tariffa unica, quindi negli anni successivi si limitò ad adeguarsi prima al modello pontificio, utilizzando i francobolli con la tiara papale, trovandosi in una enclave all’interno dello stato della chiesa; poi, alla fine del 1859, quando le Romagne divennero parte degli stati sardi , vennero utilizzati i francobolli con l’effigie di Vittorio Emanuele II. Va sottolineato che i sammarinesi che affrancavano la corrispondenza non vedevano i francobolli in quanto essi venivano applicati nell’ufficio postale di Rimini.
Pochi anni passarono e nel 1875 San Marino adottò la decisione di “non proseguire a valersi nelle corrispondenze postali dei francobolli di altro Stato” ed iniziarono le trattative con l’Officina Carte Valori italiana per crearne dei propri.
Una nuova convenzione postale del 2 marzo 1877 apriva una prospettiva oltremodo favorevole a San Marino : essa prevedeva che la “francatura delle corrispondenze della Repubblica per il Regno d’Italia….e la francatura delle corrispondenze del Regno d’Italia per la Repubblica di San Marino , dovrà essere rappresentata dai francobolli in uso nel rispettivo Stato”. San Marino , in sostanza , scriveva Antonietta Bonelli, aveva deciso di procedere all’emissione e quindi all’uso dei propri francobolli e la decisione risponde sia all’opportunità di godere pienamente di una delle prerogative derivanti dalla sovranità di uno Stato , sia alla necessità di favorire maggiori e più certe fonti d’entrata al magrissimo bilancio della Repubblica”.
I primi francobolli sammarinesi furono emessi il 1° luglio 1877 ma , per un ritardo nella fornitura da parte della stamperia italiana, giunsero a San Marino solo il 2 luglio e la messa in vendita dovette essere ritardata di un mese . Sono 5 valori , su disegno ed incisione di Enrico Repettati, e furono stampati dalla giovane Officina Carte Valori di Torino (fondata nel 1866). I valori furono stampati in fogli da 100 esemplari ed hanno per soggetto la cifra del relativo importo o lo stemma della Repubblica : 2 cent, 10 cent,20 cent,30 cent.40 cent.

 
 
 
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In un’epoca in cui la filatelia era agli inizi.. e faceva sognare viaggi in paesi esotici, la Repubblica di San Marino non era molto nota neppure fra i collezionisti europei, a causa delle sue scarse emissioni. Finchè, tra il 1891 e il 1892, un giovane commerciante tedesco arrivò sul Titano , in cerca di nuove occasioni: si chiamava Otto Bickel. Per prima cosa fondò una rivista specializzata intitolata “San Marino Philatelist” che propagandò subito il francobollo sammarinese, la cui rarità, dovuta alla bassa tiratura, orientò verso i valori sammarinesi molti speculatori che operavano in quel campo. Per fare contenti i collezionisti, scrive Filanci, il Bickel usava sempre vistose affrancature tutte in perfetta tariffa anche se impiegando pure ritagli del biglietto postale e qualche frazionamento del 2 cent. Nel giro di un solo anno, ancora citando Filanci, l’attività di Bickel mandò in crisi la tranquilla vita postale di San Marino, tanto da provocare l’esaurimento improvviso del valore da 5 cent. In attesa delle nuove forniture si decise di sovrastampare 10.000 francobolli da 30 cent. Purtroppo a San Marino l’unica tipografia disponibile era quella del Prof.Giuseppe Angeli e non era attrezzata per una simile impresa: la necessità di usare cinque lettere “C” e cinque cifre “5” costrinse ad usare tutti i caratteri disponibili, anche se diversi e a soprastampare solo mezzi fogli. Bastò che Bickel usasse questi francobolli per spedire la sua rivista che l’intera tiratura fu esaurita. Essi hanno tuttora una quotazione elevata e sono oggetto di assidua ricerca. Dopo una serie di soprastampe volte a far fronte al fabbisogno improvviso , arrivarono le nuove provviste di francobolli e cartoline , e l’aver cambiato il colore dei francobolli per adattarli ai valori italiani si trasformò in un successo di vendita ai collezionisti , facendo scoprire ai governanti sammarinesi la filatelia. Anche un Sammarinese operò nel campo della filatelia con onestà e coraggio: fu Alfredo Reffi che nel 1855 fondò la ditta cui volle dare il nome di “Antica casa Filatelica” , commerciò valori postali e stampò le prime cartoline illustrate riproducenti vedute del Paese di fine secolo. Esse sono anche oggi oggetto di appassionata ricerca e, data la loro rarità, hanno raggiunto un alto valore. Notevole, quindi, la figura di questo Sammarinese che può essere considerato un pioniere nell’attività che aprì le porte al grande commercio turistico. Nel 1882 San Marino emise il primo intero postale. I primi segnatasse sono del 1897, gli espressi del 1907, i pacchi postali del 1928 e del 1931 i primi francobolli di posta aerea. Quando nel 1894 il Bickel lasciò San Marino…, prosegue Filanci, i sammarinesi erano ormai in grado di fare da soli tanto è vero che , in occasione dell’ inaugurazione del nuovo Palazzo del Consiglio Principe e Sovrano invitarono una star del tempo, il poeta Giosuè Carducci, per tenere il discorso inaugurale e nel campo filatelico diedero vita ad una serie di primati ancora oggi senza uguali : la prima emissione al mondo di un francobollo di beneficenza, il cui ricavato era devoluto all’ospedale; la prima busta al mondo destinata ad invii filatelici e l’unica in omaggio a chi sottoscriveva ordini superiori a L.500; il francobollo più grande mai emesso, il 5 lire del “bustone” (record mondiale ancora non superato) e , in area italiana, la prima emissione celebrativa. Negli anni successivi si succedettero nuove convenzioni e nuovi servizi postali , le tematiche delle emissioni filateliche riguardarono le vedute panoramiche del monte Titano, quindi i grandi eventi della storia sammarinese, nonché le opere che di anno in anno secondarono e favorirono lo sviluppo del progresso della nostra antica Repubblica. Fu nell’anno 1945 che venne istituito l’Ufficio Filatelico al quale venne attribuito il compito di emettere e commercializzare i francobolli sammarinesi. Nuove tematiche vennero proposte quali quelle riguardanti l’arte, gli sport, i fiori, gli animali. San Marino ha trasmesso attraverso francobolli, cartoline, buste postali e aerogrammi non solo la conoscenza di personaggi, avvenimenti, tradizioni e istituzioni sammarinesi, ma anche temi culturali e di più ampia attualità, dai diritti della donna e dell’infanzia alla difesa dell’ambiente, dalla vocazione al dialogo interculturale alla pace. E l’ha fatto in modo spesso originale e innovativo: oltre ai vari primati che abbiamo già illustrato , nell’agosto 2009 ha emesso i primi francobolli da vedere in 3D con l’altrettanto innovativa confezione postale- stereoscopio.

le citazioni sono tratte da : - M.Antonietta Bonelli - 1998 - Una montagna di francobolli . Ed.Azienda Autonoma di Stato Filatelica e Numismatica - Rep. San Marino
- Le guide postali Marini - 2008 - Franco Filanci : Da San Marino una lunga storia di posta,primati e francobolli. Genova

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